Perché vuoi raccontarmi la tua storia?

La Rubrica di Michela
Quando qualcuno mi contatta per la prima volta, magari via email o via messenger e, come prima cosa, ci tiene a raccontarmi la sua vita, io già metto le mani avanti e capisco di trovarmi davanti a una persona con la quale sarà difficile lavorare.
 
Lo so, può sembrare crudele, ma non lo è affatto: è l’esperienza che me l’ha insegnato.
 
Perché se, a livello personale, il fatto che tu voglia raccontarmi la tua storia può anche farmi piacere (anche se non è che abbia tutto questo tempo, ma tant’è), a livello lavorativo non solo è inutile ma nasconde un atteggiamento che rappresenta un ostacolo al lavoro che dobbiamo fare insieme.
 
Chi mi racconta la sua storia, spesso lo fa per dire: “vedi, se mi trovo in questa situazione non è per colpa mia…” e si tratta di un atteggiamento che a me non piace.
 
Certo, ci sono davvero situazioni, che conosco da vicino perché riguardano miei studenti avanzati, che hanno ostacolato la crescita imprenditoriale di una persona, ma ciò non deve rappresentare un limite alla riuscita di un progetto.
 
Un conto è dire: guarda, oggi mi trovo in questa situazione perché mi sono capitate queste cose, ma sono pronto a ripartire, con i giusti tempi, un altro è, invece, anteporre la narrazione della propria storia come primo approccio.
 
Perché chi lo fa, in realtà, vuole soltanto essere compatito e pretende che, a causa dei problemi che egli ha avuto, debba essere, in qualche modo, giustificato non solo per il passato, ma anche per il futuro.
 
Sia chiaro, a me non piace chi si piange addosso e cerca giustificazioni per i propri insuccessi.
 
In questi mesi alcuni miei studenti hanno vissuto situazioni personali molto complicate, eppure, dopo essersi fermati un attimo, come è ovvio che sia, sono ripartiti alla grande, senza piangersi addosso.
 
Mi si dirà: ognuno reagisce come può. Certo, ci mancherebbe! Però non si deve mai confondere il supporto psicologico con quello professionale. Io ho preso due lauree, è vero, ma nessuna è in psicologia…
 
Se pensi che, a causa di ciò che hai vissuto, tu non possa ottenere certi risultati, probabilmente non dovresti neanche perdere tempo a raccontarmi la tua storia.
 
La tua storia, invece, devi raccontarla a chiunque, ma in chiave positiva, per dimostrare che, nonostante i problemi e gli insuccessi, ti sei tirato su le maniche e non hai rinunciato a lottare. Una storia di questo tipo può interessare anche me.
 
Buona giornata
 
Michela Ferracuti

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